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Ringrazio e apprezzo il presidente dell’UCI McQuaid per l’importante iniziativa contro chi si dopa, che sarebbe costretto a pagare un anno di stipendio come multa che poi l’UCI destinerebbe a rafforzare la guerra al doping.
Pur essendo in lite con l’UCI da oltre 10 anni per il modo in cui stanno rovinando il ciclismo, ora devo ammettere che questa mossa è veramente lodevole ed efficace per la lotta al doping. Nel ’98 l’UCI mi condannò a pagare gli stipendi dei corridori del gruppo Lerici, che avevo licenziato per doping (addirittura oltre a doparsi spacciavano medicinali dopanti). La cosa curiosa è che allora, invece di essere premiato, ho pagato tra spese legali e quant’altro oltre 700 milioni, mentre oggi fanno un regolamento che condanna i dopati al pagamento degli stipendi (meglio tardi che mai)!
E così i miei corridori, oltre ad aver firmato per primi l’obbligo di fare il test del DNA ed altre regole interne antidoping, da ora in avanti dovranno firmare anche questo nuovo testo. Li ho interpellati telefonicamente e mi hanno dato subito la propria disponibilità a farlo.
Mi auguro che tutte le squadre di qualsiasi categoria facciano firmare ai propri corridori un impegno del genere.
Ora voglio sperare che l’UCI e gli organizzatori del Tour non diano ascolto ai pareri contrari di vari personaggi ed associazioni a cui (a quasi tutte) fanno a capo ex corridori che in materia di doping durante le loro carriere hanno fatto peggio di quello che fanno gli atleti di oggi.
Devono quindi avviare da subito la linea dura anche con gli spagnoli iniziando dal numero uno Valverde come già stato fatto per Basso ed Ulrich.

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