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“Dieci anni fa nella tappa finale del Giro d’Italia durante un nostro diverbio prese un meritato cazzotto da me ma oggi ha preso un pugno da ko!” esclama Ivano Fanini, patron di Amore & Vita McDonad’s, dopo aver appreso dell’accusa di doping che gli ha rivolto il tedesco Jaksche. Scherzi a parte (c’è veramente poco da scherzare) è vergognoso leggere le sue assurde giustificazioni riguardanti la sua ignoranza nella lingua tedesca con cui non poteva interloquire con il corridore in materia di doping ma evidentemente si erano capiti quando lo aveva ingaggiato. Questa è una vera e propria “arrampicata sugli specchi” che dimostra quanto è marcio questo ambiente. Se tutti i grandi campioni che ha avuto, confessassero le pratiche doping da loro fatte sotto la sua supervisione, Stanga meriterebbe “l’ergastolo” sportivo. E’ ora che la smetta di fare il “santone”: basta guardare tutti i campioni coinvolti in casi di doping nel periodo in cui erano con lui. E’ ora che tutti questi personaggi escano dal ciclismo perché con il loro atteggiamento omertoso sono i principali responsabili della sua rovina, oppure si decidano subito a cambiare vita.
Per il momento e nel rispetto del codice etico sarebbe sacrosanto escludere la Milram dal prossimo Tour de France visto che oltre a Stanga, anche Petacchi è coinvolto in sospetti di doping.
Solo se invertisse la rotta e cominciasse a fare il pentito, potrebbe riscattarsi e perciò, come già detto a Ivan Basso, lo invito pubblicamente a collaborare con il Procuratore del CONI, Ettore Torri, per dare una delle più forti spallate al sistema doping.
Lui che ha avuto tanto dal ciclismo ha l’obbligo - prima di tutto morale - di lavorare per salvarlo.


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