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Fanini: “Ci boicottano perché dico la verità!”.Ivano Fanini, patron di Amore & Vita – McDonald’s, sfoga tutta la sua delusione ed il suo disappunto in merito alla scioccante notizia appresa nelle ultime ore, che vorrebbe il suo team fuori dalle competizioni italiane a causa delle dichiarazioni che Fanini ha fatto sui ciclisti che si allenavano in incognito tra Saint Moritz e Livigno. “Il mio direttore sportivo Roberto Pelliconi è stato chiamato da Adriano Amici (organizzatore di moltissime gare presenti nel calendario italiano), il quale gli ha detto che non ci avrebbe potuto invitare ad alcune importanti gare come il Giro di Romagna ed il G.P. Memorial Cimurri, in quanto alcune formazioni italiane molto importanti, si sono coalizzate e schierate contro il sottoscritto a seguito delle mie ultime denuncie, ed hanno minacciato di non partecipare a queste manifestazioni nel caso che Amore & Vita – McDonald’s fosse al via. Tutto questo è vergognoso – ribadisce Fanini, da anni figura leader della guerra al doping – è una forma di abuso di potere che rasenta lo stampo mafioso o l’associazione a delinquere. Se questi personaggi, evidentemente colpiti sul vivo dalle mie parole, vogliono salvaguardare la loro immagine (se si sentono lesi dalle mie affermazioni), perché non mi denunciano? Le procure esistono proprio per questo. Se le mie parole, come hanno specificato loro a mezzo stampa, non hanno fondamento, perché non mi hanno querelato? Non lo fanno perché sanno di avere la coscienza sporca ed un’azione legale peggiorerebbe soltanto la loro posizione, non la mia. Allora l’unico mezzo, il più puerile, a loro disposizione è quello di ostacolare la nostra attività, boicottando le gare a cui noi dovremmo prendere parte. Mi sembra di essere ritornato al maggio del ‘99 quando Pantani dichiarò sul Corriere della Sera che stufo delle mie dichiarazioni, avrebbe disertato ogni competizione dove fosse stato presente il mio team. Quelle di Pantani furono tuttavia soltanto parole, poi non avvenne niente di tutto questo. Comunque, se non ho avuto paura di Pantani  (a quel tempo all’apice del successo) e sono andato avanti con le mie battaglie, di certo non mi farò intimidire da questi personaggi che da me, avrebbero soltanto da imparare, visto che tutto ciò che faccio è volto esclusivamente al fine di salvaguardare la salute degli atleti. A differenza di molti io non ho paura di andare al cuore del problema e parlo e parlerò sempre perché è l’unico modo per far conoscere al mondo quanti trucchi, inganni e sotterfugi ci siano purtroppo oggi in questo sport. Io amo il ciclismo, non il business che c’è intorno. Il mio ciclismo è fatto di sudore, sacrificio e passione e farò qualsiasi cosa affinché si torni a questi valori. Se vogliono fermare Ivano Fanini che cerchino pure di farlo, in maniera legittima e legale però. Che vadano avanti e mi denuncino se lo ritengono opportuno, io sono abituato a vincere i processi (i fatti ed il tempo mi hanno sempre dato ragione). Cercare invece di boicottarci, soltanto perché dico la scomoda verità, dimostra quanto questa gente pensi solo ai loro interessi. Se desiderano vendicarsi del sottoscritto perché ho scoperchiato le loro pentole, non c’è problema, ma la guerra la devono fare contro di me, e non contro chi cerca soltanto di fare, tra mille difficoltà, il suo lavoro. Quindi la devono smettere di prendersela come successo ultimamente con i miei atleti o i miei direttori. I miei atleti vengono infatti continuamente scherniti in gruppo, ed ostacolati in maniera inqualificabile. Tutto il team è stato preso di mira in maniera meschina ed i miei direttori vengono snobbati, additati ed emarginati dagli altri diesse. Questo deve concludersi immediatamente. Poi, cosa più importante, mi auguro comunque che gli organizzatori non accettino questi tipi di ricatti, se si sottomettessero a questo comportamento deplorevole ed antisportivo significherebbe che avremmo toccato il fondo in tutti i sensi, ed in quel caso sarò io a procedere per vie legali. Questo comportamento può far morire Amore & Vita, ma non Ivano Fanini. Se fermeranno il mio team si aspettino che dopo io farò di tutto per fermare il ciclismo per ripulirlo da tutto questo marciume”. Conclude Fanini.

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