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Eroica Monte Paschi: confermata l’ingiusta esclusione di Amore & Vita – McDonald’s, ma Fanini replica: “i nostri atleti saranno al via della manifestazione sia con i numeri che senza”. “Non mi fermerò davanti a questa ingiustizia, pertanto domani i miei corridori si presenteranno comunque alla partenza, insieme a tutto il personale, rivendicando il loro diritto al lavoro. Oggi siamo stati alla punzonatura per cercare chiarimenti, Ivan Quaranta e Graziano Gasparre, insieme ai nostri direttori sportivi, hanno partecipato sul bus della Gazzetta dello Sport alla riunione pre gara con i esponenti di RCS, Zomegnan, Vegni e Allocchio. Personalmente, ho cercato di andare in fondo al problema con l’organizzatore Zomegnan, gli ho persino fatto le mie scuse se in qualche modo posso averlo offeso con le mie parole o con il mio temperamento sanguigno. Ci siamo anche chiariti su vecchie ruggini del passato, tuttavia, la sua posizione è rimasta per il momento irremovibile”. Appare quindi che la 1° edizione della Eroica Monte Paschi prenderà il via senza Amore & Vita – McDonald’s. Una cosa triste per tutto il movimento ciclistico mondiale visto che il team di patron Ivano Fanini, oltre ad essere il più longevo tra tutti quelli professionistici in attività, quello con alle spalle la tradizione ciclistica più prestigiosa e particolare, è l’unico team ad avere fatto – dopo la Filotex, la Magniflex e la Sammontana – la storia del ciclismo in Toscana e non. Una corsa disputata interamente in Toscana che non vede al via un team che in questa regione ha da oltre 50 anni le sue radici, è una vergogna. Uno schiaffo morale ad uno sport che sta, mai come in questo momento, attraversando un periodo di assoluta difficoltà, e a cui Amore & Vita ha sempre dato tanto, sia con successi indimenticabili che con le importanti battaglie contro il doping. Per questo che Fanini non demorde e per una volta ancora, ha deciso di andare contro tutto in favore della giustizia sportiva, presentando i suoi atleti al via come segno di protesta: “è giusto che la gente sappia cosa siamo costretti a subire. Noi non chiediamo di essere presenti al Giro d’Italia o ad una gara Pro Tour, vogliamo solo quello che ci spetta e, a questa competizione, come da regolamenti dell’Unione Ciclistica Internazionale non ci sono impedimenti di alcun genere. Se ci estrometteranno porterò i miei atleti e dipendenti alla fine di questa stagione e poi chiuderò la squadra. Non ci sono altre chance. E’ triste ammetterlo perché il ciclismo è da sempre tutta la mia vita, ma non vedo altre soluzioni. La decisione degli organizzatori dell’Eroica e della Coppa Sabatini potrà essere un esempio per altri in futuro ed io non posso permettere che questo accada, pertanto meglio chiudere qui che rischiare di allestire una formazione professionistica di buon livello e poi essere costretti a lasciare tutti a piedi perché senza motivo apparente o spiegazione plausibile ci estromettono dallo svolgere il nostro lavoro. Adesso aspetteremo fino a domani, al momento della partenza e se nulla cambierà noi faremo la nostra parte, dopo di che addio al ciclismo professionistico. Tuttavia se sarò costretto a farlo, questo ambiente non si libererà ugualmente di me, perché lotterò lo stesso con tutte le mie forze contro il doping anche dall’esterno e rimarrò nelle categorie di giovanissimi incrementando sostanziosamente il mio impegno e contributo. E porterò i miei team di giovani promesse da 100 a 200 tesserati nelle varie categorie”. Si sono mossi in tanti per porre rimedio a questa ingiustizia sportiva senza paragoni, a partire dal due volte campione del mondo Paolo Bettini, che per tutelare il diritto al lavoro dei membri del team, si è schierato a spada tratta dalla parte degli atleti Amore & Vita – McDonald’s. Prima di Bettini ci avevano pensato il Consigliere Regionale Giuseppe Del Carlo (che addirittura aveva fatto un Interrogazione a Claudio Martini, Presidente della Giunta Regionale), l’ex presidente della provincia di Lucca, Andrea Tagliasacchi, fino ad arrivare al Governatore della Regione Lombardia, On. Roberto Formigoni che da sempre è anche il presidente onorario della squadra. Questo pomeriggio l’On. Formigoni aveva contattato direttamente il dr Perricone, responsabile di RCS Sport , cercando di far valere le giuste ragioni di Ivano Fanini. Tuttavia per ora non c’è stato niente da fare. “Ringrazio moltissimo le importanti figure politiche e non, che hanno compreso la gravità del gesto ed dell’atteggiamento ostile che purtroppo siamo costretti a subire e hanno preso a cuore il caso, facendo di tutto per ribaltare a nostro favore una situazione ormai irrisolvibile. Io non ho mai smesso di far valere le mie ragioni, sapevo di non essere in torto ma la giustizia, specialmente quella sportiva, oggi è ardua da trovare. Innanzi tutto voglio ringraziare il nostro Presidente Roberto Formigoni, che si è adoperato moltissimo e poi, Giuseppe Del Carlo e ad Andrea Tagliasacchi,senza dimenticare l’appoggio morale di Paolo Bettini. Sapere che il campione del mondo si è mosso a nostro favore mi inorgoglisce molto e dimostra che nonostante all’interno del movimento ciclistico mondiale io – a causa delle mie denuncie contro il doping - possa essere considerato forse la persona più scomoda, le persone e gli atleti che veramente contano e amano questo sport, appoggiano le mie battaglie, mi stimano e – come in questo caso – sono dalla mia parte”.

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