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Ivano Fanini risponde alle dichiarazioni di Leonardo Bertagnolli.

“Ho letto sul sito grandeciclismo.net che il Sig. Bertagnolli ha risposto ad un mio ipotetico comunicato stampa – peraltro inesistente – che avrei rilasciato subito dopo la sua vittoria nel G.P. città di Camaiore di giovedì scorso. Ebbene, mi aspettavo un suo commento, in quanto subito dopo l’arrivo, ho liberamente dichiarato all’emittente televisiva NOI TV (che riprendeva la competizione versiliese) di essere deluso della sua vittoria perché sulle sue prestazioni nutro delle perplessità (soprattutto dopo gli eventi della scorsa stagione). Tuttavia, dopo la sua pronta e legittima replica in diretta tv (non mi importa niente se Fanini non è contento del mio successo – aveva esclamato al cronista), mi aspettavo che tutto fosse concluso. E’ necessario precisare che l’atleta della Liquigas è stato male informato, infatti in questi ultimi giorni non ho rilasciato alcun comunicato stampa che coinvolgesse o intendesse accusare direttamente la sua persona. Mi sono semplicemente permesso di dare un sacrosanto parere ad una emittente televisiva che mi ha fatto una domanda. Evidentemente Bertagnolli faceva riferimento a quanto pubblicato sul settimanale Oggi o sul quotidiano Libero che mi hanno intervistato dopo gli scandali doping dell’ultimo Tour de France.
Non mi nascondo di certo e ribadisco nuovamente  - come peraltro ho fatto in quelle interviste – che la scorsa stagione alcuni atleti, tra cui Bertagnolli, si allenavano in incognito nei pressi di Saint Moritz, proprio dove abita il famigerato e discusso ‘stregone’ del doping Michele Ferrari.
Forse Bertagnolli faceva riferimento a questo: a fatti di un anno fa. Allora, non era necessaria una smentita su dove si trovasse quest’anno prima della corsa di Camaiore, ne tanto meno una precisazione sui luoghi in cui ha svolto la sua ‘preparazione’.
Forse Bertagnolli ha la coda di paglia. Perché invece di perdersi in inutili dibattiti non smentisce le mie dichiarazioni di un anno fa? Semplicemente perché dichiarerebbe il falso e questo lui, come tutti gli altri atleti che ne vennero coinvolti (e di cui non ho paura a rifare i nomi: Bertolini, Gasoparotto e Moser), lo sanno bene. Poi, dove sia stato o non sia stato quest’anno Bertagnolli ad allenarsi – se così si può dire - non è certo affar mio. Se poi, tiene comunque a puntualizzare i suoi spostamenti, per me non ci sono problemi. Io ribadisco soltanto di aver fatto riferimento ad eventi alquanto sospetti accaduti proprio un anno fa e su cui non si è mai fatta chiarezza.
Aggiungo inoltre che nemmeno io ho il piacere di conoscere personalmente l’atleta in questione e visto che ritiene di essere stato da me infamato gratuitamente, sono a disposizione in qualunque momento ad incontrarlo personalmente, per metterlo di fronte a prove in mio possesso ormai da un anno (che purtroppo per il ciclismo) confermano la veridicità delle mie accuse. In tutti questi mesi mi sono sempre detto disponibile a parlare sia con le autorità competenti, sia con il manager del suo team per dimostrare la fondatezza delle mie parole, tuttavia a parte finte querele che ancora sto aspettando, ed alcuni ignobili tentativi di boicottaggio al mio team da parte di certe formazioni direttamente coinvolte dalle mie dichiarazioni, mai nessuno si è fatto vivo.
Né per smentire ciò che è stato denunciato a mezzo stampa, né per andare in fondo a quanto accaduto in quel di Saint Moriz. Io comunque, anche ad un anno di distanza, resto ancora disponibile per qualsiasi chiarimento con chiunque.
Chi vuole smentire quei fatti non ha che dimostrare il contrario.
Tuttavia nessuno, per primo Bertagnolli, sembra volerlo fare e chissà come mai…..!
Che poi oggi un ciclista abbia non uno ma addirittura diversi avvocati (come da lui dichiarato) che tutelino la sua immagine mi sembra ancor più incredibile. Che se ne fa degli avvocati un atleta che non ha niente da nascondere? Voglio infine replicare a questo corridore – che un anno fa alla gazzetta dello sport dichiarò che le mie parole erano paragonabili a spazzatura – di connettere la testa e pensare bene prima di criticare il sottoscritto perché ad oggi la realtà dimostra che quando ho dichiaro qualcosa sul doping, dopo i fatti mi danno sempre, e sottolineo sempre, ragione (vedi anche un certo Sella, trovato positivo 24 ore dopo le mie pubbliche accuse sul quotidiano Libero). Forse il Sig. Bertagnolli ha paura che possa accadere qualcosa di simile anche a lui? Inoltre io non parlo soltanto per il piacere di finire sui giornali come da lui dichiarato, ne per danneggiare il ciclismo. Il ciclismo lo danneggiano i corridori come lui che di questi tempi si permettono di travestirsi da dark man con tanto di bicicletta in incognito per prepararsi con certi medici che si sa fanno del doping il loro cavallo di battaglia. Io invece non ho bisogno di parlare per soddisfazione personale come crede questo ragazzo, le mie soddisfazioni fortunatamente sono ben altre.
Io parlo soltanto per il bene del ciclismo, perché certi atleti e medici che continuano a rovinare questo sport, vengano smascherati dal primo all’ultimo e se possibile addirittura radiati da questo mondo che amo profondamente e di cui faccio parte da molto tempo prima che Bertagnolli nascesse. Le mie dichiarazioni - purtroppo per molti –non sono mai infondate e se parlo è per salvare questo ciclismo malato e soprattutto la salute degli atleti. Chi veramente ama questo sport lo sa e mi sostiene.
Detto questo, invito Bertagnolli ad andare pure avanti legalmente se ritiene opportuno, non avrò certo paura o problemi a difendermi”.
Ivano Fanini.

____________________________Dichiarazione di Bertagnolli su grandeciclismo.net:

Ho appreso con grande stupore che Ivano Fanini nella giornata di ieri ha emesso un comunicato stampa che mi riguarda direttamente, in merito al quale mi vedo costretto a precisare quanto segue.
Innanzitutto smentisco categoricamente di essermi allenato a St. Mortiz con il dr. Ferrari e preciso che, come peraltro già comunicato nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri pomeriggio dopo la mia vittoria al Gran Premio di Camaiore, ho svolto un periodo di preparazione in altura nel corso del quale ho soggiornato sullo Stelvio, sul Passo Pordoi e sull’Eira.
La mia decisione di allenarmi in altura è stata dettata esclusivamente dalle condizioni climatiche: a Russi, infatti, come il Fanini dovrebbe ben sapere, la temperatura di queste ultime settimane non mi avrebbe consentito di allenarmi per più di un paio d’ore al giorno.
Al proposito sia l’U.C.I. che il C.O.N.I. che la F.C.I. conoscono i miei spostamenti delle ultime settimane dal momento che, in base ai Regolamenti vigenti, ho comunicato puntualmente agli organi preposti - attraverso i sistemi ADAMS e RTP - tutti i miei movimenti, nessuno escluso.
Anche il mio Team è a perfetta conoscenza dell’attività da me svolta nelle ultime settimane, nonché dei miei spostamenti.
Le dichiarazioni del Fanini - che tra l’altro non ho mai avuto il piacere di conoscere personalmente - rappresentano, pertanto, gravi accuse infamanti e del tutto destituite di fondamento.
Ho già incaricato i miei legali affinché mi tutelino nelle sedi che riterranno più opportune.
Mi dispiace dover constatare che, in un momento così difficile non solo per il ciclismo ma per lo Sport in generale, certe persone, pur di leggere il proprio nome sui giornali, lancino accuse tanto diffamatorie ed infamanti quanto infondate come quelle contenute nelle parole del Fanini, danneggiando gravemente l’immagine e la reputazione degli atleti nonché la credibilità del ciclismo.
Leonardo Bertagnolli

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P.iva 02254630466
 
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