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Basso con Bartoli da Fanini.

Stamane, Ivan Basso e Michele Bartoli – in bicicletta - sono passati dagli uffici della sede di Amore & Vita – McDonald’s a far visita a patron Ivano Fanini.
“E’ stato un incontro inaspettato che mi ha fatto un immenso piacere” spiega Fanini.
“Con Michele - che è nato nelle mie file e per i primi dieci anni di carriera è stato un mio corridore - ho sempre avuto un bellissimo e profondo rapporto di affetto e stima reciproca, ci vediamo spesso e capita che si fermi a salutarmi e fare due chiacchiere, quindi la sua visita non mi ha stupito. Mentre quella di Ivan Basso – soprattutto dopo i miei attacchi – non me l’aspettavo proprio. Sono rimasto sorpreso da questo gesto e allo stesso tempo molto contento e soddisfatto dalla chiacchierata che abbiamo fatto. Sarebbe stato sicuramente più facile per lui comportarsi come hanno fatto tanti altri atleti che a causa dei loro stessi errori hanno subìto – giustamente - le mie critiche. Invece no. Ivan sa che io non parlo a sproposito e quando l’ho attaccato era soltanto per il bene del ciclismo, me lo ha confermato personalmente aggiungendo che ha sbagliato una volta e adesso è tornato per non farlo più. Questo dimostra la sua grande maturità. Io gli credo ed è anche per questo che ci tengo a rendere pubblico questo nostro incontro. Come ho detto a lui personalmente, lo stimo tantissimo, sia come uomo che come sportivo ed a prescindere da questa visita ho sempre pensato che lui sia uno degli atleti più forti (se non il più forte) al mondo per le corse a tappe e sono sicuro che potrà tornare a vincere pulito. Ha tutte le carte in regola e le potenzialità per farlo, dal fisico, in considerazione della forma attuale che mi ha portato a definirlo ‘uomo d’acciaio inossidabile’, al carisma, alla determinazione. Ha scontato la squalifica e capito cosa significa toccare il fondo. Quindi, sono certo che non commetterà più errori, anzi, tornerà sicuramente ai vertici e stavolta conto che farà moltissimo per la guerra al doping. Inoltre mi ha detto che divide la camera con il finlandese Kjell Carlstrom, scoperto da mio figlio nel 2000 e passato professionista nel mio team e poi alla Liquigas. Posso esclamare che Carlstrom è senza ombra di dubbio uno degli atleti più seri e disciplinati che abbia mai avuto, ed è sicuramente uno dei pochi corridori al mondo che abbia sempre corso veramente pulito. Sarei pronto a metterci la mano sul fuoco. Mi fa piacere che Basso abbia scelto un mio ex corridore come compagno di camera, pertanto, gli consiglio di tenerselo stretto, perché Carlstrom potrebbe essere, oltre ad un grande esempio, una pedina fondamentale in prospettiva Giro d’Italia”.
Oltre al chiarimento con Basso, c’è un altro aneddoto curioso che riguarda Michele Bartoli e che Fanini non perde l’occasione di raccontare. “Quattro anni fa, quando Michele decise di smettere di correre, facemmo una scommessa (di una cena con una ventina di amici nel miglior ristorante della Toscana). Io gli dissi che avrebbe ricominciato a correre ma lui ed il presidente del suo fan club sostenevano il contrario, addirittura mi sollecitavano di pagare la scommessa che (secondo loro) avevo perso. Ebbene, conoscendolo, ero sicuro che sarebbe tornato, quindi ho temporeggiato, rimandato, consapevole che la scommessa l’avrei vinta io. E ora ne ho conferma ufficiale. Tornerà a correre e anche questa mattina ha ribadito la sua decisione, spiegandomi di aver già diverse proposte da valutare. Se volessi potrei ingaggiarlo anche io, lui mi ha detto che sarebbe contento di ritornare alle corse proprio nel team presieduto dalla persona lo mise per primo in bici. Tuttavia un team Continental come il mio non sarebbe adatto a lui. Gli ho consigliato di accasarsi ad un team che possa garantirgli almeno la partecipazioni alle classiche del nord, dove sicuramente lui può essere ancora grande protagonista. Non mi resta quindi che ricordargli della scommessa che ho vinto e soprattutto augurargli in bocca al lupo con la certezza che presto il ‘Guerriero’ tornerà a combattere”.

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