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Per la mia guerra al doping in dieci anni ho rinunciato a gestire almeno 20 milioni di euro (e forse anche di più perché di sponsor di livello mondiale ne ho avuti tanti) e con questi oltre che fare del business potevo continuare a garantirmi la partecipazione al Giro d’Italia e rimanere nell’omertà come tutti gli altri. Oggi non avrei un record di 15 partecipazioni consecutive al Giro ma ben 25 ed avrei un palmares di vittorie da fare invidia a molte squadre Pro Tour.
Ma la cruda realtà di questi giorni è la morte di un altro ciclista australiano di 27 anni, Jobie Dajka, che era stato anche campione del mondo nel Kerin. Credo sia la decima morte di un ciclista (in attività o ex) dal gennaio di quest’anno (almeno di quelle che vengono alla luce sulle cronache). Una volta si parlava soltanto di Simpson, ora purtroppo muoiono a ripetizione.
Manca ormai meno di un mese alla partenza del Giro ed io avevo ideato una prova che una volta per tutte avrebbe dimostrato al mondo intero che questo grande ciclismo va fermato perché è tutto un bluff e non vuole cambiare.
Ed a causa dell’ostinazione di chi comanda perché tutto rimanga com’è, invece di fermare la corsa rosa dopo tutti i casi scoppiati negli ultimi 10 anni, viene ostacolata la mia iniziativa “Giro nel Giro”. In Francia fanno di tutto per fermare uno come Arstrong (vedi ultimo controllo antidoping che gli è stato contestato) colpevole secondo loro di aver fatto uso di Epo già ai tempi del suo primo Tour vinto, mentre in Italia gli danno milioni di euro affinché venga con la sua “banda” a fare business ed a prendere tutti per i fondelli. E’ paradossale assistere al blocco di quei pochi atleti (i miei) che sono veramente puliti, che negli ultimi tempi hanno passato tutti i più seri controlli, che hanno l’ematocrito oscillante dal 36 al 43, che sono pronti ad affrontare qualsiasi verifica antidoping, che sono abituati ad usare solo prodotti biologici e nessun medicinale.  
Nessun uomo potente di questo ciclismo può far vedere a tutto il mondo che i miei atleti, pur allenati e ricchi di talento, vengano superati dagli atleti del Giro d’Italia nonostante partano con 5 ore di anticipo. Verrebbe fuori uno scandalo di proporzioni enormi ed il “giochino” si romperebbe. Allora è meglio non parlarne ed anzi dire “ecco il solito Fanini…..”

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