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Ivano Fanini ed il mondiale di Mendrisio.
“La sentenza di fallimento” degli uomini è stato salvata dal “concordato” delle donne. Ma la Tatiana Guderzo e la Noemi Cantele sono andate troppo forte?
Molti mi chiedono cosa ne penso della vittoria femminile al mondiale. Ebbene innanzitutto il presidente Di Rocco, ora eletto anche vicepresidente UCI, non doveva perdere l’occasione data dal mio appello, per dare prova al mondo intero che la nazionale puntasse prima alla pulizia dei propri atleti e poi alla vittoria. Guarda caso ha salvato il bilancio soprattutto con la vittoria della Guderzo, appartenente alla squadra di mio fratello e che porta il nome in ricordo di mia nipote Michela Fanini.
Anch’io a Mendrisio ho festeggiato con loro questa maglia, la seconda in pochi anni per la squadra femminile ed il 14° iride per il gruppo dei fratelli Fanini. Però, secondo me alcuni di questi campionati, compresi quelli della mia squadra, puzzano di bruciato. Spero per quest’ultimo di sbagliarmi perché in tal caso significherebbe che l’Italia ha trovato dei veri e propri fenomeni. D’altronde di questi tempi quando si va troppo forte non metterei la mano sul fuoco riguardo alla pulizia di certe performance. Mi preoccupa aver letto che il supertecnico del settore femminile, Edoardo Savoldi in 9 stagioni ha portato all’Italia il ragguardevole record di 79 medaglie ma, aggiungo io, anche tanti dubbi se penso poi alle due altre campionesse squalificate 2 anni per doping, l’ex iridata Bastianelli e la Cucinotta (anche lei ex atleta di mio fratello Brunello prima della vittoria nella coppa del mondo dove subì la squalifica).
Presto Brunello darà una grande festa per questo nuovo campionato del mondo (dopo quello del 2000 con l’indimenticabile Zinaida Stahruskaia) e mi auguro di poterlo festeggiare con loro senza sorprese.
Ho conosciuto Tatiana, ragazza bella a vedersi e sempre sorridente. Sostiene di essere pulita ma in questo ciclismo – conoscendolo molto bene - i dubbi sono tanti. Sono sicuro che mio fratello così come il suo D.S. Alfonso Mottola e tutto il personale compreso i manager, mio nipote Piero e Giannini, siano completamente contro il doping, spesso sono i personaggi che ruotano attorno ai campioni e al giro della nazione che mi rendono perplesso. Tutto sommato mio fratello l’ha ingaggiata a metà stagione dalle fiamme azzurre, insieme alla Monia Baccaille, campionessa italiana e quindi probabilmente non le può ancora conoscere a fondo. In questo dimostra tutto il suo fiuto infallibile.
Brunello merita i successi che ha perché è il numero uno del ciclismo femminile in Italia e non solo. E’ inoltre un grande organizzatore (per anni ha rilanciato il Giro d’Italia femminile e negli ultimi anni il Giro della Toscana) ed a lui la FCI deve molto. Di Rocco dovrebbe ascoltare di più chi ha tanta esperienza, tanto più che mio fratello la pensa come me sul doping ed ha salvato la FCI da un flop a questi mondiali.
Se ciò non accadrà presto il ciclismo dovrà fermarsi del tutto.
Cosa ne pensa del nuovo campione iridato, l’australiano Cadel Evans?
E’ stato scoperto dal mio ex corridore e da molti anni CT australiano, Shayne Bannan (che ho portato io in Italia agli inizi degli anni 80).
E’ sempre stato un fautore del ciclismo pulito e quindi penso che Evans sia un degno campione del mondo. Vince poco perché gli manca il “turbo” ma ora che ci sono più controlli vengono premiati quei pochi corridori che sono abituati ad allenarsi con i sacrifici che la vita del corridore impone senza scorciatoie. Anche se è stato chiaro a tutti che a vincere non è stato il più forte ma quello che ha saputo sfruttare una serie di circostanze fortunate e ha letto meglio la corsa nel momento fondamentale.  Comunque sia, è stato un grande Evans, questo deve essere il futuro del ciclismo perché presto credo che tutti saranno costretti a cambiare vita.

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