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IN CICLO-PELLEGRINAGGIO AD ARS CON IL MESSAGGIO AMORE & VITA

E anche il 23° ciclo pellegrinaggio, guidato dal padre spirituale del team dal 1990, Don Franco Bernelli, si è felicemente concluso. La meta di quest’anno era Ars, un piccolo paese vicino a Lione divenuto famoso all’inizio dell’800 per la presenza del parroco Giovanni Maria Vianney, meglio conosciuto come il Santo Curato d’Ars, patrono di tutti i parroci.
L’avvio ufficiale è fissato per giovedì 19 agosto da S. Anna di Vinadio che raggiungiamo in bici partendo da Demonte. Alle dieci del mattino siamo accolti con grande cordialità dal rettore don Beppe sul sagrato del Santuario; don Franco celebra la S. Messa ricordando i nostri amici defunti e, dopo aver acceso il grande cero che porteremo ad Ars, riprendiamo la salita verso il Colle della Lombarda quindi ci  buttiamo a capofitto nella lunga discesa di 40 chilometri della Valle Tinée. Proseguiamo ancora per altrettanti chilometri con continui saliscendi fino ad Entrevaux un caratteristico paese medievale cinto da alte mura e ponte levatoio dove la pace e il silenzio regnano incontrastati. I chilometri percorsi sono 133; siamo un po’ affaticati ma un’abbondante cena ci rimette in forma per il giorno successivo.
Purtroppo si riparte sotto un cielo plumbeo che minaccia pioggia; infatti arriva scrosciante dopo pochi chilometri. Anche la temperatura si abbassa velocemente a mano a mano che saliamo ai 1200 mt del Col de Toutes Aures il primo dei cinque colli della giornata. Il gruppo degli irriducibili procede imperterrito  finchè, dopo ottanta chilometri “bagnati”, ritorna il sereno con un paesaggio incantevole. Siamo nelle Alpi dell’Alta Provenza e la strada scorre tra rocce spioventi e profondi burroni attraverso le Gole de la Nesque. La tappa si conclude nella cittadina di Sault e il contachilometri ne segna 173.
La serata trascorre in allegria passeggiando tra le caratteristiche viuzze ma col pensiero al giorno successivo; ci aspetta la vetta del Mont Vantoux, una salita che tutti i ciclisti sognano di poter fare. Si parte al mattino sul fresco con la strada che sale per 20 Km in mezzo ad una fitta vegetazione; poi, all’improvviso, si apre di fronte a noi un paesaggio lunare: un caldo torrido,  non un filo d’erba, solo rocce bianchissime levigate dal vento mistral che spira in certi giorni fino ai 160 Km orari. La fatica inizia a farsi sentire eppure dobbiamo affrontare gli ultimi cinque chilometri con il 9% di pendenza. Ognuno sale con il proprio passo, tra centinaia di altri ciclisti e alle 10.30 ci ritroviamo tutti in vetta. Di lassù si gode uno dei panorami più vasti d’ Europa: dal Monte Bianco al Mediterraneo. Celebriamo la Messa nella cappella sottostante la cima, poi sostiamo in silenzio presso la stele di Tom Simpson, il campione del mondo di ciclismo morto nel 1967 a un chilometro dalla vetta: la prima vittima per il doping. Dai 1912 metri del Mont Vantoux scendiamo a 400 mt e risaliamo ai 1068 del Col de Macuegne. Attraversiamo enormi distese di coltivazioni di lavanda che, seppur già raccolta, continua ad emanare il caratteristico profumo. Nel pomeriggio un incidente tecnico: la rottura della pedivella alla bici di Toni. Non è la prima volta che gli succede; anche i migliori materiali non resistono alla forza che riesce a imprimere con la sua potente pedalata. La tappa si conclude nella cittadina di Laragne dove ogni anno si svolgono i campionati del mondo di deltaplano. Oggi abbiamo percorso 122 chilometri.
E siamo al quarto giorno: domenica 22 agosto. Affrontiamo velocemente i primi 40 chilometri che ci portano a Gap una bella città nella verde conca delle Alpi del Delfinato. Appena fuori città affrontiamo la salita del Col Bayard che, in otto chilometri ci porta a quota 1300 mt per poi ridiscendere ai 700 mt del paese di Corps. Sono ormai le tredici quando abbiamo percorso 85 chilometri e ne rimangono ancora 15 per raggiungere il Santuario di Notre Dame de la Salette posto a 1800 mt di altezza.  La salita si presenta dura fin dalle prime rampe; ci sono strappi che sfiorano il 14%, la temperatura è di 38° e non c’è un filo d’ombra. E’ un vero calvario per tutti ma lo affrontiamo con lo spirito del ciclo pellegrino: si pensa a quanti soffrono ben più di noi, si ringrazia Dio per il dono della salute e del meraviglioso creato che ci circonda e si spera di raggiungere la meta… Non possiamo dimenticare il gruppo di persone che viaggiano con noi  al seguito, in primis Marco B., che si fanno in quattro per noi per offrirci acqua e zuccheri nei momenti delicati del nostro tour.  Alle 14.30 siamo tutti in vetta sfiniti ma contenti. Celebriamo la Messa nella cappella del Santuario che ricorda le apparizioni della Madonna nel 1846 a due pastorelli del luogo: Melanie e Massimino. Alle 16 consumiamo il nostro solito pranzo di pellegrini a base di pomodori, tonno, formaggio, crostata, frutta e un buon bicchiere di vino. Per oggi chiudiamo con 100 chilometri percorsi.
Iniziamo il quinto giorno sul fresco del mattino ma con gli animi altrettanto caldi. Infatti ci troviamo nel paese di Bourg d’Aisan e dobbiamo affrontare la “scalata” dell’Alpe d’ Huez che, in quindici chilometri e con i suoi 21 tornanti, ci porterà a quota 1857 mt. Il gruppo si sgrana da subito perché nei primi tre chilometri la pendenza media non scende mai al di sotto del 10%. Si sale tra pareti verticali di roccia e, ad ogni tornante, si apre una magnifica veduta sulla valle della Romanche. Ad ogni pedalata si respira l’atmosfera delle battaglie del Tour de France riportando alla memoria momenti indelebili del ciclismo. Noi impieghiamo poco più di un’ora e mezza mentre il primato assoluto di questa salita è di… Marco Pantani: 37’ e 10’’! All’arrivo grande soddisfazione da parte di tutti e non manca la foto sul podio dei vincitori perché comunque ognuno, a modo suo, risulta vincitore.
Il seguito della tappa sarà una lunga discesa fino a Grenoble. Oggi percorriamo 87 chilometri. Non solo oggi, ma fin dal primo giorno, restiamo affascinati dalla bellezza dei paesi che attraversiamo; sembrano dei veri salotti: puliti, ordinati, con tante fioriere di gerani multicolori sistemate sulle piazze e lungo le vie.
E giungiamo all’ultimo giorno con il “tappone” di 175 chilometri. I primi cinquanta li percorriamo sotto una pioggia insistente e fastidiosa tra continui saliscendi, i così detti “magia e bevi” in gergo ciclistico. Nel pomeriggio ritorna il sole e il sereno negli animi perché si avvicina la meta. Da segnalare ancora un episodio curioso successo dopo pranzo al nostro amico Mario B. di Cuneo. Alcuni suoi compagni che lo seguono a ruota per diversi chilometri notano che, dal telaio della sua bici all’altezza del porta borraccia, c’è un continuo stillicidio di un liquido rossastro simile al sangue. Tutta la carovana si ferma: alcuni gridano al miracolo, i più scettici parlano di una fenomeno raro ma naturale; dopo approfondite indagini  si scopre che “qualcuno” aveva sostituito l’acqua nella borraccia con dell’ottima barbera!
In serata raggiungiamo Ars dopo aver percorso in tutto 790 chilometri. La mattina successiva la dedichiamo alla visione di un bel filmato sulla vita del Santo Curato, poi celebriamo la S. Messa davanti all’urna che conserva il corpo intatto del Santo. Restiamo colpiti dalla semplicità e umiltà dei luoghi che hanno segnato la vita di questo santo parroco per 41 anni: la piccola chiesa da lui abbellita, il pulpito da dove predicava, il confessionale dove negli ultimi anni confessava fino a 15 ore al giorno, la casa canonica con la cucina e la camera tappezzata di numerosi quadri di santi e il letto in cui egli morì il 4 agosto 1859  all’età di 73 anni.
Nel pomeriggio abbiamo ancora la visita guidata della grandiosa città di Lione e in serata rientriamo a Villanova.
In pullman, sulla via del ritorno, iniziamo già a fare progetti per il futuro ma cerchiamo soprattutto di fare nostre le parole che il Santo Curato disse al ragazzino che gli indicava la strada per Ars: “ Tu mi hai insegnato la via per Ars, e io ti mostrerò la via del Cielo”. Speriamo proprio, tra le tante strade che percorriamo ogni giorno, di non smarrire mai la strada più importante, quella che conduce al Cielo!

Ecco i nomi e la provenienza dei  17 ciclisti:
Dho Andrea, Pelizzari Guido,  Aramini Mario, Burdisso Marco, Cappellino Mario, Ambrosio Gianpiero e Bernelli don Franco,  di Villanova Mondovì

Bernardi Mario,  Ferrero Giovanni,  Meinero Aldo e  Barberis Sergio di Cuneo

Viglietti Marco,  Mantelli Renato  e Bruno Antonio di Pianfei

Bossolasco Nino di Mondovì

Oddone Fiorentino di Castellino Tanaro

Tomatis Antonio di Torino


Le tre foto ci ritraggono presso il Santuario di Notre Dame de la Salette (in montagna) davanti alla chiesa di Ars e ai piedi della stele di Tom Simpson




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